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TRENTINO 29/8/2005
TONY LONGO, vittoria da record
  
Arco Bike Nature. Il campione Italiano Under 23 è arrivato in relax con un minuto e mezzo su Ramon Bianchi
Tony Longo, vittoria da record
Ha segnato il nuovo miglior tempo nella storia della corsa

di Claudio Chiarani

Dietro di lui Ramon Bianchi e Jonnhy Cattaneo mentre prima tra le donne è arrivata Evelyn Staffler di Nalles, che ha chiuso in due ore, 23 minuti e 50 secondi.
Il giovane campione italiano del Primiero ha portato a termine una gara perfetta, senza sbavature, portandosi in testa da subito e rimanendovi sino alla fine, controllando i due avversari più temibili che rispondevano ai nomi di Ramon Bianchi e Jonnhy Cattaneo, mentre soltanto alla fine Martino Fruet ha cercato un'improbabile rimonta sul terzetto in fuga sin dai primi chilometri.
Scattata alle dieci precise da Piazzale Segantini, la Arco Bike Nature ha visto sfilare in poco più di due minuti gli oltre milleduecento iscritti in gara sul percorso lungo di 46 chilometri, tra cui la categoria degli "escursionisti" chiamata a decretare il migliore al termine del percorso "corto" ma pur sempre impegnativo lungo 39 chilometri.
Alla fine la spunterà un biker del Bike Club Egna, Helmut Flor, al traguardo poco dietro i primi assieme a Martino Fruet, ma con sette chilometri in meno nelle gambe, quelli particolarmente impegnativi del tracciato disegnato da Mauro Viola sull'olivaia che circonda la località di Laghel.
Un luogo che ieri ha imparato a conoscere bene anche Anna Ferrari, seconda al traguardo e superata dalla vincitrice Evelyn Staffler proprio negli ultimi chilometri del percorso.
Longo ha preso subito il comando della gara cercando, da buon scalatore quale è (pesa soltanto 51 chilogrammi) di scavare un solco profondo tra lui e gli inseguitori. Soltanto Bianchi e Cattaneo riuscivano a mantenere un distacco costante misurato attorno al minuto e mezzo, dietro Fruet, Moukhine, Pallhuber, Dalto, Zappa e gli altri tra cui Mariano Piccoli, il "pistolero" ciclista professionista che la gara l'ha portata a termine tutta. «Sono arrivato dopo - dichiarerà al traguardo con un sorriso a trentadue denti ad illuminargli il viso - perché al Gran Premio della montagna ho preferito fermarmi a mangiare qualcosa, poi in discesa ho provato a mollare i freni ma, credetemi, niente da fare. I crampi, è stata colpa dei crampi se sono arrivato dopo». Poco distante Ivan Degasperi a ciondolare la testa come a dire: «Sparale meno grosse!».
Tornando a Longo il ragazzo ha messo in mostra una forma strepitosa, 45 secondi il distacco su Bianchi prima del bivio di Malga Vallestrè a poco meno di cinque chilometri dal Gran Premio della Montagna posto in località S. Antonio a quota 1229, un minuto e ventotto il distacco, invece, su Cattaneo.
Dietro gli altri a rincorrere. Dopo 53 minuti di gara Longo scollinava in località "Due Sassi" a quota 1108, il distacco su Bianchi saliva ad un minuto, ma al Gran Premio della Montagna salirà ad un minuto e mezzo con il giovane campione italiano in piedi sui pedali a macinare sterrato.
Poi Longo in discesa troverà anche la forza di bersi i chilometri della forestale del Monte Corno alla media di oltre sessanta all'ora, velocita che lo porterà ad incrementare il vantaggio sili due inseguitori fino a quasi due minuti.
Dopo un’ora e mezza Longo entrava nell'abitato di Vignole, chiedeva alla moto che trasmetteva in diretta la gara il distacco, si tranquillizzava ma continuava a pedalare. Calerà nel finale ma taglierà il traguardo in relax ed a braccia alzate con un minuto e mezzo di vantaggio su Bianchi, secondo, ed oltre due su Cattaneo, terzo.
Ewelyn Staffler, invece, riuscirà ad agguantare Anna Ferrari in fuga solitaria proprio sull'ultimo strappo di Laghel, la supererà e taglierà per prima il traguardo con 25 secondi di distacco sulla Ferrari. Ottima terza la piemontese Alessia Ghezzo mentre Alexandra Hober si è ritirata dalla corsa.
L'ESULTANZA
«Ora, punto tutto su Lillehammer»
ARCO. Una vittoria di prepotenza, quella di Longo. «Sto attraversando un periodo di forma davvero splendido, afferma, sono due settimane che mi sento una gamba strepitosa. L'ideale in questo momento è solo uno, aumentare la condizione e presentarsi a Lillehammer al top.
Vedremo, io ce la metterò tutta».
Ramon Bianchi non è l'ultimo arrivato, e noi si pensava tu perdessi un po' in discesa visto il tuo peso leggero. Come sei riuscito a tenere quella media? «Sono uno scalatore, era logico io cercassi di prendere vantaggio in salita. Forse Ramon non è al meglio, ma sta di fatto che anche in discesa non vado proprio male, anzi. Comunque ho sbagliato a montare la gomma anteriore, facevo fatica a tenere la bici a quella velocità. E' andata bene». Nel finale ti hanno recuperato qualcosa. «Più o meno mezzo minuto ma non ha più importanza. Ho badato ad amministrare e a chiudere in tranquillità». Hai battuto il record della gara. «Rispetto all'anno scorso, senza neve in cima, il percorso era nettamente più veloce. Stavo bene, le gambe giravano, insomma tutto ha contribuito a farmi vincere questa gara». Per la vincitrice tra le donne un ginocchio sbucciato ma tanta felicità. «Sono caduta in discesa perché stavo tirando al massimo. Ho preso un po' paura, ma quando abbiamo affrontato il tratto finale ho ripreso coraggio e forza vedendo Anna lì davanti. Allora mi sono detta: dai gas, dai gas che ce la fai». (cl.c.)


 

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